— Ha dei denti — disse Derek.

I suoi lunghi capelli erano bagnati e c’erano chiazze di umidità sulla sua camicia. Si infilò la camicia nei jeans, poi mi rivolse un ampio sorriso.

— Una nuotata mattutina? — chiesi.

— Uhu. — Si allacciò una delle maniche. Scorsi un luccichio un istante prima che chiudesse il tessuto. Aveva qualcosa di metallico sul braccio.

— Ho trovato Inahooli. Che cosa è successo?

— Nia si era addormentata e io mi sono allontanato per osservare l’oracolo. Ho pensato: mai perdersi un rituale. Ha fatto esattamente quello che aveva detto. Ha danzato e cantato e agitato qua e là un ramo, il tutto sotto una luna all’ultimo quarto e chiaramente in eruzione. Si può vedere il pennacchio oltre il bordo. Incomincia alla luce del sole e poi curva oltre la parte della luna che è ancora in ombra. Un diavolo di spettacolo.

"Non sono riuscito a capire che cosa diceva. Non usava il linguaggio dei doni. Ma ho tutto qui sul mio registratore."

— Che ne ha fatto del braccialetto?

— Gettato nel lago. È stata la fine della cerimonia. Poi è tornato all’accampamento. Io ho gironzolato qua e là e ho tenuto gli occhi aperti. Imaginavo che si sarebbe stancato dopo tutto quel saltellare. Tu eri ferita e Nia doveva alzarsi di buon’ora. Non restavo che io per fare la guardia, e volevo continuare a guardare la luna. — Chiuse il davanti della camicia.

"La donna è arrivata due ore dopo. No. Più di tre. La luna era ancora alta nel cielo. È arrivata con la seconda canoa. Immagino che sia ovvio. Non l’ho vista sbarcare, né l’ho sentita. È una signora molto silenziosa. Ma ha svegliato un uccello mentre si avvicinava attraverso il canneto, e quello ha fischiato.

"Ho atteso nell’oscurità. Il fuoco, il nostro fuoco, ardeva, e lei si è incamminata in quella direzione. Sapevo che l’avrebbe fatto. Quando è arrivata nel boschetto, le sono balzato addosso." Sorrise. "È forte oltre che silenziosa. Ma avevo il vantaggio della sorpresa. Quando ha perso conoscenza, l’ho trascinata di nuovo fino alla canoa e l’ho legata lì dentro. Non avevo una corda, così ho tagliato la sua tunica e ho usato quella. Sono affamato. Torniamo all’accampamento."

Ci incamminammo lungo la riva. Derek proseguì: — Nia è partita all’alba. Non le ho parlato di… come si chiama. Era un’altra cosa di cui preoccuparsi e lei sembrava già abbastanza di malumore. Parlo di Nia. Immagino che non sia una persona mattiniera.

— Che cosa intendi fare di Inahooli?

— Trattenerla finché non torna Nia, poi lasciarla andare, ma solo quando saremo pronti a partire. Non ci seguirà. Ha la sua torre a cui fare la guardia.

— Mi domando se non la stiamo facendo uscire di senno.

— Che cosa? — Si fermò e mi fissò.

— Mi ha colpito come una persona vulnerabile, sebbene sia difficile giudicare un individuo di un’altra cultura. Forse sono tutti così: vanagloriosi e sulla difensiva. In ogni caso, il suo rispetto di sé è totalmente collegato con la torre e con la sua posizione di guardiana. Adesso ha fallito. Sono quasi certa che sia convinta che la torre è rovinata e non credo che possa venire a patti col fallimento. Non credo che abbia… ehm… elasticità mentale.

Derek fece il gesto del dubbio. — Credo che tu sottovaluti quella donna. La sua tecnologia è primitiva; ciò che chiamiamo primitivo, in ogni caso. Ma non penso che sia semplice. So che Nia non lo è. E l’oracolo è così dannatamente complicato che non so dove mi trovo con lui. Con ogni probabilità questa signora… ho dimenticato di nuovo il suo nome.

— Inahooli.

— Molto probabilmente farebbe ciò che farei anch’io al suo posto.

— E cioè? — Mi rimisi a camminare.

Derek procedette di pari passo con me. — Mentirei. Farei finta che non fosse successo nulla. All’arrivo della mia gente, direi: "È tutto a posto".

Corrugai la fronte. Derek mi lanciò un’occhiata, poi continuò: — Ogni società ha dei modelli di comportamento appropriato, e in ogni società ci sono individui che non riescono a conformarsi a quei modelli. Subentrano la realtà e l’umana fragilità. Ebbene, non si possono abbandonare i modelli, e non è neppure possibile che ognuno nella società se ne vada in giro a gridare "Mea culpa". Così si inventa l’ipocrisia. È presente in ogni società che ho studiato. Sono certo che esiste anche su questo pianeta.

— Può darsi.

Ci allontanammo dalla riva e ci dirigemmo verso il boschetto.

— Pensa alla mia gente — disse Derek. — Per loro due qualità sono importanti. La mitezza e l’onestà. Ebbene, che cosa fai quando l’onestà crea una situazione spiacevole?

Fece una pausa. Io non dissi niente. — Per prima cosa, cerchi di eludere il problema. Mangi un po’ di peyote. Ti concentri su disegni cosmici. È questo che è importante, dopo tutta… tutta quell’energia che si riversa giù dalle stelle e sale dal suolo.

"Il mondo è impregnato della grandezza di Dio.

Avvampa, come lo splendore da una lamina scossa;

Raggiunge una grandezza, come uno stillare di olio

Schiacciato…"

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