«Niente, in realtà» disse Eragon, stringendosi nelle spalle. «Solo che è una strana coincidenza che tu fossi nascosto a Carvahall quando ho trovato l'uovo di Saphira e che sapessi tante cose sui draghi. Più ci penso, meno mi sembra un caso, E ci.sono altri indizi che al momento ho ignorato, ma che adesso che ci ripenso mi sembrano importanti. Come il fatto che tu sapessi dei Ra'zac e del motivo per cui sono fuggiti quando ti sei avvicinato. E non posso fare a meno di chiedermi se hai qualcosa a che fare con la comparsa dell'uovo di Saphira. Ci sono troppe cose che non ci hai detto, e Saphira e io non possiamo permetterci di ignorare cose che potrebbero rivelarsi pericolose.» Rughe profonde si disegnarono sulla fronte di Brom, mentre il vecchio tirava le redini per fermare Fiammabianca. «Non vuoi aspettare?» disse. Eragon scosse il capo, ostinato. Brom sospirò. «Non sarebbe un problema se tu non fossi così diffidente, ma immagino che in quel caso non varrebbe la pena di dedicarti il mio tempo.» Eragon non seppe se considerarlo un complimento. Brom si accese la pipa e soffiò una nuvoletta di fumo. «Risponderò alle tue domande» disse. «ma devi capire che non posso rivelarti tutto.» Eragon fece per protestare, ma Brom gli fece cenno di non interromperlo. «Non è per capriccio che tengo per me certe informazioni, ma perché non voglio rivelare segreti che non mi appartengono. Ci sono altre storie intrecciate a questa. Dovrai parlare con gli altri esseri coinvolti per sapere il resto.»
«D'accordo. Raccontami quello che puoi» disse Eragon.
«Sei sicuro?» gli chiese Brom. «Ci sono validi motivi dietro la mia reticenza. Ho cercato di proteggerti da forze che ti avrebbero dilaniato. Una volta che le avrai conosciute e avrai saputo quali sono i loro scopi, non avrai mai più l'opportunità di vivere tranquillamente. Dovrai scegliere da che parte stare e resistere. Allora, vuoi ancora sapere?»
«Non posso vivere nell'ignoranza» disse Eragon in tono sommesso.
«Un meritevole intento... Va bene. C'è una guerra in corso fra i Varden e l'Impero, in Alagaësia. Il loro conflitto tuttavia travalica i meri limiti di uno scontro d'armi. Sono invischiati in una titanica lotta per il potere. E questa lotta è imperniata su di te.»
«Me?» esclamò Eragon, incredulo. «È impossibile. Io non c'entro niente con nessuno dei due.» «Non ancora» disse Brom. «ma la tua stessa esistenza è il fulcro della loro guerra. I Varden e l'Impero non combattono per il controllo di questa terra o del suo popolo. Il loro obiettivo è controllare la prossima generazione, di Cavalieri, di cui tu sei il primo. Chiunque controlli i nuovi Cavalieri, diventerà il padrone incontrastato di Alagaësia.»
Eragon tacque per riflettere sulle affermazioni di Brom Gli sembrava incomprensibile che tante persone fossero interessate a lui e a Saphira. Nessuno, oltre a Brom, lo aveva mai considerato importante. L'idea che l'Impero e i Varden combattessero per lui era troppo astratta per afferrarla del tutto. Prese a dar voce alle sue obiezioni. «Ma tutti i Cavalieri furono uccisi tranne i Rinnegati, che si unirono a Galbatorix. E per quanto ne so, anche loro sono morti, ormai. E a Carvahall tu mi hai detto che nessuno sa se ci sono draghi in Alagaësia.»
«Ho mentito sui draghi» disse Brom semplicemente. «Anche se i Cavalieri sono scomparsi, restano ancora tre uova di drago, tutte in possesso di Galbatorix. In realtà ne ha due, dato che Saphira è nata. Il re rubò le tre uova durante l'ultima grande battaglia contro i Cavalieri.»
«E così potrebbero esserci presto altri due nuovi Cavalieri, entrambi fedeli al re?» disse Eragon, avvilito.
«Già» rispose Brom. «In questo momento è in atto una feroce battaglia contro il tempo. Galbatorix sta cercando disperatamente di trovare le persone per cui le uova si schiuderanno, mentre i Varden impiegano ogni mezzo per uccidere i suoi candidati o rubare le uova.» .
«Ma l'uovo di Saphira da dove viene? Come hanno fatto a sottrarlo al re?. E perché tu sai tutte queste cose?» incalzò Eragon.
«Quante domande» rise Brom, una risata amara. «C'è un altro capitolo che riguarda tutto questo, che si svolse molto prima che tu nascessi. Quando io ero più giovane, ma forse non altrettanto saggio. Odiavo l'Impero, per ragioni che non svelerò, e volevo danneggiarlo a ogni costo. Il mio fervore mi condusse da uno studioso, Jeod, che affermava di aver scoperto un libro che mostrava un passaggio segreto per entrare nel castello di Galbatorix. Subito accompagnai Jeod dai Varden, che sono i miei amici, come li chiami tu, e loro si impegnarono a rubare le uova.»
I Varden!