«Be'» rispose Jeod. «ovviamente c'è Urù'baen, ma è una destinazione poco probabile. Se qualcuno della corte di Galbatorix dovesse morire a causa dell'olio di Seithr, sarebbe fin troppo facile per un conte o qualche altro lord scoprire che l'Impero ne sta acquistando grossi quantitativi. Questo lascia spazio a molte altre città, ciascuna delle quali potrebbe essere quella che cerchiamo.» «Sì» disse Eragon. «ma l'olio non è stato inviato a tutte. La pergamena elenca solo Kuasta. DrasLeona. Arughia e Belatona. Kuasta non va bene per i Ra'zac: è sulla costa, e circondata dalle montagne. Arughia è isolata come Ceunon, pur essendo un centro di scambi commerciali. Restano Belatona e Dras-Leona, che sono piuttosto vicine. Delle due, credo che Dras-Leona sia la più probabile. È più grande e ha una posizione migliore.»

«Ed è da lì che passano tutte le merci dell'Impero, prima o poi, comprese quelle provenienti da Teirm» disse Jeod. «Sì, potrebbe essere un buon nascondiglio per i Ra'zac.»

«Dunque... Dras-Léona» disse Brom. Si mise seduto e si accese la pipa. «Che cosa dicono i registri?»

Jeod consultò la pergamena. «Ecco qui. All'inizio dell'anno sono state effettuate tre spedizioni di olio di Seithr a Dras-Leona. Ciascuna spedizione è a solo due settimane di distanza dall'altra, e i registri dicono che sono state tutte fatte dallo stesso mercante. La stessa cosa è successa l'anno scorso e l'anno prima ancora. Dubito che un gioielliere, o anche un gruppo, possieda abbastanza denaro per tutto quest'olio.»

«E Gil'ead?» chiese Brom, inarcando un sopracciglio.

«Non ha lo stesso accesso al resto dell'Impero. E poi» aggiunse Jeod, tamburellando le dita sulla pergamena «ha ricevuto soltanto due spedizioni di olio negli ultimi anni.» Si interruppe un momento per riflettere, poi disse: «E poi credo che ci stiamo dimenticando una cosa…l'Helgrind.» Brom annuì. «Già, i Cancelli della Morte. Sono anni che non ci penso più. Hai ragione. Dras-Leona è perfetta per Ra'zac. Allora, immagino che sia deciso: sarà lì che andremo.»

Eragon si sedette di colpo, così svuotato di emozioni da non chiedere nemmeno che cosa fosse l'Helgrind. Pensavo che sarei stato felice di riprendere la caccia. Invece è come se si fosse aperto un abisso davanti a me. Dras-Leona! È così lontana...

La pergamena crepitò mentre Jeod arrotolava con cura la mappa. La porse a Brom e disse: «Temo che ne avrai bisogno. Le tue spedizioni spesso ti portano in regioni remote e oscure.» Brom accettò la mappa con un cenno del capo.

Jeod gli diede una pacca sulla spalla. «Mi pare strano che tu parta senza di me. Il mio cuore desidera partire, ma il resto mi rammenta la mia età e le mie responsabilità.»

«Lo so» disse Brom. «Tu hai una vita a Teirm. È tempo che la nuova generazione raccolga l'eredità. Hai fatto la tua parte; sii felice.»

«E tu?» disse Jeod. «La strada non finisce mai per te?» Un'amara risata affiorò sulle labbra di Brom. «Ne comincio a intravvedere la fine, ma non per il momento.» Spense la pipa, e i tre si ritirarono nelle loro stanze, sfiniti. Prima di addormentarsi, Eragon chiamò Saphira e le raccontò le avventure della notte.

UN ERRORE FATALE

A

l mattino, Eragon e Brom andarono a recuperare i bagagli nella stalla e si prepararono alla partenza, Jeod salutò Brom mentre Helen li osservava dalla porta. Con uno sguardo solenne, i due si scambiarono una stretta di mano. «Mi mancherai, vecchio» disse Jeod.

«Anche tu» rispose Brom, confuso. Inchinò la testa canuta e si rivolse a Helen. «Grazie per la tua ospitalità; sei stata molto gentile.» La donna avvampò. Eragon si disse che pareva sul punto di sferrargli uno schiaffo. Brom proseguì, imperturbabile. «Hai un bravo marito; abbi cura di lui. Esistono ben pochi uomini dotati del suo stesso coraggio e della sua determinazione. Ma perfino lui non può affrontare i tempi difficili senza il sostegno di chi ama.» S'inchinò di nuovo e disse cortesemente; «È solo un suggerimento, mia signora.».

Eragon notò l'ombra dell'indignazione e del dolore attraversare il volto di Helen. I suoi occhi lampeggiarono mentre chiudeva la porta di botto. Jeod sospirò e si passò una mano fra i capelli. Eragon lo ringraziò per l'aiuto e montò in sella a Cadoc. Scambiati gli ultimi saluti, lui e Brom si allontanarono.

Al cancello sud di Teirm, le guardie li fecero passare senza degnarli di una seconda occhiata. Mentre varcavano la gigantesca muraglia, Eragon colse un movimento nell'ombra. Solembum era accucciato a terra e dimenava la coda. Gli occhi insondabili del gatto marinaro li seguirono. Mentre la città rimpiccioliva alle loro spalle, Eragon chiese: «Sai niente dei gatti marinari?» Brom parve sorpreso. «Perché questa improvvisa curiosità?»

«Ho sentito qualcuno che ne parlava in città. Non sono veri, giusto?» disse Eragon, fingendo di non sapere nulla sull'argomento.

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